Categoria: Sedi e uffici
SEDE DELLA BANCA HYPO ALPE ADRIA

UDINE - ITALY

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Pietra di Bedonia

Anno: 2006
Studio: Morphosis, Thom Mayne, FAIA Geza, Stefano Gri, Piero Zucchi

Gruppo di progettazione: Thom Mayne, FAIA (principal), Tim Christ (project manager), Chandler Ahrens, Linda Chung, Graham Ferrier Rolando Mendoza, Marty Summer, Ted Kane, Ben Damron, Paul Gonzales, Natalia Traverso Caruana, Chris Warren Josh Barandon (project assistant)
Direzione lavori: IN.AR.CO, Gianni De Cecco, Giulio Gentilli
Progettazione interni: Morphosis with Geza
Strutture: Bruce Gibbon with IN.ARCO
Ingegneria meccanica: Erin McConahey with IN.ARCO
Impresa di costruzioni: Cesi Cooperativa, Edil-Strade Imolesi S.r.l. Imola
Superficie costruita: 15,900m2
Costo: € 23.500.000,00

Lo spirito decostruttivista sembra non aver abbandonato Thom Mayne e lo studio Morphosis di Los Angeles.
Nella sede della Direzione Generale dell’istituto di Credito carinziano Hypo Bank Italia localizzata a Feletto Umberto, frazione del Comune di Tavagnacco, le forme morphosiane tagliano il circostante come dei bisturi. Forme che disegnano una morfologia strutturale sensibilmente innestata in un territorio disegnato dal tracciato autostradale e dal preesistente comparto direzionale.

L’inserzione del progetto in un territorio di connessione destinato ad un implemento di valenza è motivato da un incrementato valore economicofinanziario del capitale bancario e per questo assurge ad icona ben interpretando il “valore monumentale” dell’architettura - per usare un termine coniato da Guido Nardi - richiesta dai committenti.
Un connubio tra architettura e azienda già sperimentato nelle sedi di Klagenfurt e Zagabria dove lo stesso istituto incarica della progettazione l’architetto Thom Mayne, fondatore dello studio Morphosis di Los Angeles e vincitore del Premio Pritzker 2005.

L’impianto si articola in una composizione di volumi bassi e allungati che scheggiano dal corpo centrale che si erge nel paesaggio sviluppandosi su otto piani fuori terra e su un piano interrato destinato ai parcheggi e ai vani tecnici.
La composizione di spazi e volumi segue tre concetti fondamentali che spaziano dall’analisi della vita sociale dell’edificio a definizione del programma funzionale (lavoro, ricreazione, svago, ecc.) destinato a favorire le relazioni interpersonali, attraverso lo studio del tracciato connettivo che in orizzontale e in verticale disegna i collegamenti confluenti nell’intreccio di pontili, passerelle, scale e ascensori, per approdare all’ambiente ufficio quale luogo di benessere, produttività e gratificazione degli utenti.

La costruzione comprende la sede bancaria, l’area direzionale con un archivio, un centro congressi con una sala principale e tre sale secondarie, una piscina comunale con due vasche natatorie, spazi riservati al pubblico e locali complementari, fra cui gli spogliatoi e la reception, un centro fitness, una scuola materna con spazio all’aperto dedicato. Le due facciate principali della Direzione Generale sono completamente vetrate, mentre alle estremità dell’ala est ed ovest sono state collocate le scale di sicurezza. Nella facciata nord, centralmente, la sala riunioni a doppia altezza (sesto e settimo piano) aggetta proponendo una suggestiva vista sulle montagne.

La velocità e il dinamismo suggeriti dalla struttura a vela ha ispirato movimenti di terra e di zolle erbose in dialogo con scarpate inclinate 30° che fioriscono di blu colore corporate identity della Hypo Alpe Adria Area, un gioco sottolineato di notte dall’illuminazione.

Il progetto selezionato per concorso è stato ideato da Karin Elzenbaumer, Sebastian Gretzer e Veronica Reiner dello studio Freilich di Merano.

Da un punto di vista tecnologico, l’edificio ha una struttura portante intelaiata in cemento armato, con la presenza di setti di irrigidimento e controventamento che segue un andamento a vela inclinata di 14° rispetto all’asse verticale delle pareti sud e nord. In particolare, i pilastri verticali sono in c.a. fino al sesto piano, mentre i pilastri inclinati e tutti quelli del settimo piano sono in profilati di acciaio.
I solai sono a lastre tralicciate tipo “predalles” con elementi di alleggerimento in polistirolo ad eccezione di alcune parti minori, ove per esigenze geometriche e strutturali, sono state gettate in opera solette monolitiche.
In corrispondenza del settimo piano, una parte di solaio è stata realizzata, per esigenze architettoniche in acciaio e vetro. Nell’edificio, la richiesta di una grande flessibilità è stata soddisfatta dal progetto di Geza “orizzontalmente” secondo una relazione esatta fra scrivanie, isole, rete dati e punto luce, e verticalmente consentendo un rapido cambiamento sui piani mediante un razionale sistema di spostamento di pareti divisorie e contenitori.

Una fase fondamentale è stata l’individuazione delle aree di supporto e servizio all’ufficio. Il settimo ed ultimo piano, che ospita il top management e le aree di rappresentanza, è stato approcciato dagli architetti in modo parzialmente differente, mantenendo inalterati i concetti di razionalità, rigore e modularità che, oltretutto, rappresentano idealmente anche gli obiettivi aziendali propri del Cliente. Questi stessi concetti hanno determinato anche la scelta dei materiali di finitura degli interni in cui l’intonaco bianco delle partizioni inclinate contrasta con il grigio del cemento lisciato a vista degli elementi strutturali e del pavimento sopraelevato in gres porcellanato, Pietra di Bedonia della collezione New Stone di GranitiFiandre.

Ad est è stata destinata l’area del top management con gli uffici direzionali, le segretarie ed interpreti (parte delle quali in reception), le aree di attesa e le meeting rooms; ad ovest trova posto la grande sala del Consiglio, con annesse le aree per il foyer, le mini-meeting rooms, i servizi per gli ospiti, la cucina, ed una sala da pranzo al coperto ed all’aperto.
Il progetto di office space planning di Geza, sui 16.000mq complessivi di ufficio, ha consentito di inserire 80 posti lavoro in più di quanto inizialmente ipotizzato dal cliente.

Rossella Mombelli
Tratto da Materia n°56 - TRANSPARENZE


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