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Sistemi speciali
Metri Quadrati
Materiali
Nazione

CENTRO COMM.LE ALLEE

BUDAPEST - Ungheria

Categoria: Centri Commerciali
Realizzazione: 2009
Metri Quadrati: 47000 m²
Studio: Finta & Partners Architectural Studio Ltd.

Dettagli:
Travertino Bianco Perlato 120x60, 120x30 Semilucidato
Travertino Bianco Perlato 60x30 Levigato
Jewel Gem 60x60, 60x40, 60x20, 60x15
Jewel Shine 60x15
Jewel Eclipse 60x60

Luogo del contrasto.

Trasparenze cristalline dalla consistenza immateriale si interrompono lasciando spazio alla materica opacità. Trame irregolari di squarci spaziali, accostandosi a pattern scanditi da una regolare ortogonalità, disegnano, con incisioni geometriche e tessiture dalle linee spezzate, l’involucro esterno di Allee Shopping Centre realizzato da Finta studio a Budapest.

Sequenza di piani virtuali, le facciate del prisma volumetrico ridefiniscono lo skyline urbano.

Gioco di contrasti, continuo e alternato, lo Shopping Centre appare come un susseguirsi di elementi dalla materica fisicità e dall’opaca rigidità, contendendosi lo spazio con una dualità eterea definita da geometrie organiche e razionali.

Cluster urbano, il nuovo polo commerciale, è l’aggregazione di 6 distinti corpi architettonici connessi tra loro da una piazza coperta, baricentro a più livelli, illuminata naturalmente dall’alto mediante una copertura in vetro che la sovrasta. Protagonista della scena urbana, all’interno del distretto più densamente popolato della capitale ungherese, il grande contenitore commerciale è il simbolo dello sviluppo e della evoluzione della città.

Acceleratore urbano e sociale, costituisce un complesso sistema destinato ad essere centralità nodale, luogo di scambio, aggregazione e interazione legata alla confluenza e concentrazione di attività e funzioni diverse. Metallo, vetro, mattone e pietra si accostano nella danza articolata dei prospetti, sequenza di ritmate figure dissonanti e nello stesso tempo armonica composizione di un collage tridimensionale. La variazione è il tema ricorrente. Accenti linguistici, estranei l'uno all’altro, convergono nella singolarità individuale dell’organismo architettonico, a sua volta aggregato di masse volumetriche, identitarie e differenti, autonome e dipendenti, contrapposte e coerenti.

La configurazione spaziale risulta un’antitetica composizione simile ad un puzzle discrepante di oggetti che si conformano l’uno all’altro in un incastro perfetto. L’apparente errore figurativo creativo è la caratteristica fondante di un dispositivo architettonico, tassello di una città rievocata nei suoi caratteri distintivi.

Nella poetica spaziale di un immaginario letterario, riletto nelle alterne e

discordanti eterogeneità, palazzi ed edifici pubblici, residenze e monumenti, piazze e strade diventano la palette colori, tavolozza dell’artista-architetto, dalla quale attingere nell'apprestarsi a configurare sulla tela le masse materiche di campiture cromatiche.

Metafora cittadina, il volume commerciale si inserisce in un’area strategica, confluenza di assi viari, accessibile dalle due realtà conniventi e conviventi di Pest e di Buda. Questo ambito appartiene a quella parte di città interessata dal New Local Urban Plan (kSZT) che prevede l’inserimento di nuove volumetrie e assi viari carrabili e pedonali, piazze e aree verdi con percorsi e nuovi collegamenti pubblici.



Il quadrilatero rigoroso del lotto si innesta nel tessuto cittadino come un inserto i cui margini sono ritagliati dalle arterie viarie principali.

Lo sviluppo planimetrico è interrotto nella propria razionale ortogonalità.

La velata gerarchia spaziale è generata dalla fluida geometria curvilinea che si insinua nella pianta, spezzando lo spazio interno in due parti interconnesse mediante un nodo-fulcro costituito da ambienti che intercettano il flusso pedonale lungo la dimensione maggiore del volume architettonico. I quattro livelli fuori terra contengono gli ambienti dedicati alla vendita con negozi, ristoranti, caffè, sale per proiezioni ed eventi espositivi. Nel perno centrale, distribuito su tre piani, trovano posto le funzioni ricreative collaterali. Ai livelli sottostanti, sono stati localizzati i depositi e i parcheggi su 3 piani interrati.

L’accessibilità è garantita con una viabilità sotterranea realizzata per riequilibrare e razionalizzare i flussi carrabili e i percorsi pedonali.

All’esterno le facciate appaiono rimembranze razionaliste di Terragni e di accenti linguistici tipici dell’architettura della città di Aldo Rossi, dialogano con i connotati high-tech, flashback del Centre Pompidou, della dinamicità figurativa di Libeskind e dei concetti spaziali di Lucio Fontana.

Il succedersi consecutivo delle porzioni di prospetto sono patchwork di stilemi dalle matrici retoriche e letterarie, quali ricuciture degli alzati. All’interno, una sorta di grande occhio che guarda il cielo attraverso la trasparenza del tetto, assolve il ruolo di nucleo che riunisce e trattiene attorno a sé gli spazi dello shopping e della vendita ai vari livelli, simile ad una strada-mercato coperta.

L’accesso pedonale dalla piazza all’aperto accompagna il visitatore nel cuore del fulcro centrale, dove una serie di ambienti ricreativi sono organizzati a isole: coffee-shop, zone per concerti e spettacoli e, ai piani superiori, spazi per proiezioni, casinò e area fitness.

La copertura diviene invece uno spazio verde rialzato con giardini pensili accessibili al pubblico.

Lo spazio multifunzionale, in cui lo shopping e lo svago vengono trasportati in un ambiente climatizzato, è l’alternativa alla concezione tradizionale degli ambiti cittadini, che assolvevano in passato al ruolo di luoghi di convergenza della vita pubblica dove avvenivano lo scambio culturale e le relazioni sociali: la strada e la piazza.

La seduzione del luogo urbano sembra avere preso forma nella concezione architettonica di Allee Centre.

La tecnologia della facciata reinterpreta i prospetti seguendo l’eterogeneità nei materiali e colori, presenti nella fisionomia e nei tratti somatici della città, attraverso i mattoni rossi, lastre in lega di titanio-zinco-alluminio, vetro oscurato e pietra calcarea limestone. Anche nei rivestimenti interni sono stati applicati una molteplicità di finiture.

Nelle gallerie che conducono ai luoghi della vendita e agli ambienti espositivi sono stati utilizzati a terra il gres porcellanato GranitiFiandre Travertino Bianco Perlato e la collezione Woodstone nel colore Wengè di Porcelaingres, mentre per le zone di servizio la serie Jewel di GranitiFiandre.

L’immagine di mercato-coperto o di città-outlet è parafrasata in un assemblaggio-montaggio filmico che narra l’addizionarsi di edifici intorno ad uno spazio-piazza. Visibile dall’esterno è la compresenza delle distinte unità architettoniche disposte nella configurazione di un nuovo fatto

urbano, aforisma della città contemporanea, luogo di contraddizioni, frammenti, contrasti e conflitti.

L’interazione tra regola e caso si traspone nel grande contenitore dello shopping come artefatto voluto e convergenza di distinte entità.

Materiali posati